Segreto industriale e concorrenza sleale

Il nostro ordinamento definisce segreto industriale o segreto aziendale ogni dato, informazione o documento la cui conoscenza deve rimanere limitata a poche e determinate persone per volontà del soggetto o per disposizione di legge. La tutela di particolari cognizioni, tecniche, know-how o processi produttivi sia all’interno di un’azienda (ovvero nei rapporti tra datore di lavoro e dipendenti), sia nei confronti di soggetti terzi esterni all’azienda (consumatori/acquirenti o concorrenti) è infatti una condizione essenziale per la competitività e lo sviluppo di un’impresa commerciale.

La tutela della creatività e dei processi applicativi trova fondamento e sintesi giuridica nell’art. 2105 del codice civile che delinea portata e limiti del c.d. “obbligo di fedeltà” del lavoratore. Questo “obbligo negativo” (obbligo di non fare, ascrivibile alla categoria degli obblighi di protezione) impone al dipendente di nondivulgare notizie inerenti l’azienda e i suoi metodi di produzione, né usare tali informazioni in modo da recare danno o pregiudizio alla stessa.

La ratio della norma è la tutela di un interesse accessorio alla semplice prestazione di lavoro, ovvero la capacità di concorrenza dell’impresa (c.d. competitività), che in definitiva influisce sulla sua posizione di mercato.

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Dal 2004, lo studio legale IP Law Galli presta servizi di consulenza legale in ambito giudiziale e stragiudiziale in materia di concorrenza sleale. In particolare, ci occupiamo di:

  • Sottrazione segreto industriale e informazioni riservate ai sensi degli artt. 98 e 99 CPI. Tale fattispecie ricorre spesso in casi in cui ex dipendenti o collaboratori di una società estraggano illecitamente copia e utilizzino informazioni, dati, disegni protetti da misure di sicurezza di titolarità dell’ex datore di lavoro in nuove realtà lavorative.
  • Concorrenza sleale da parte di ex dipendenti o collaboratori di una società. In particolare, consulenza per la tutela in casi in cui l’ex dipendente sia passato ad altra realtà concorrente e sfrutti indebitamente informazioni di titolarità della ex datrice di lavoro per contattare nuova clientela comune o per realizzare nuovi prodotti.
  • Violazione di patto di non concorrenza sottoscritto con l’ex datrice di lavoro.
  • Concorrenza sleale e imitazione servile, con particolare attenzione a questioni di concorrenza sleale per imitazione servile ai sensi dell’art. 2598 n. 1 CC, look-alike e redazione di accordi transattivi riguardanti casi ascrivibili a tale fattispecie.