Tutela in materia di concorrenza sleale: imitazione servile

L’imitazione servile è forse la fattispecie di concorrenza sleale più facilmente comprensibile anche al pubblico privo di competenze giuridiche. Il numero 1) dell’articolo 2598 descrive due possibili forme o aspetti di concorrenza sleale, ovvero:

  • la c.d. concorrenza sleale cosiddetta confusoria, che si verifica quando l’uso abusivo dei segni distintivi altrui (si veda a tal proposito l’approfondimento dedicato al marchio/brand e alla sua tutela) possa ingenerare confusione sul mercato, indirizzando subdolamente la clientela verso i prodotti/servizi dell’impresa imitatrice.

  • la c.d. imitazione servile, che si verifica in caso di contraffazione degli elementi esteriori (forma, disegno, marchio…) dei prodotti di un competitor.

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Disciplinata dal primo punto dell’art. 2598 codice civile, l’imitazione servile è sanzionata in quanto può dar luogo a due distinte forme di confusione: nell’acquirente che incautamente acquista l’imitazione scambiandola per l’originale, o sul mercato, inquinato da chi acquista (anche consapevolmente) un’imitazione facendo credere agli altri acquirenti che sia equivalente all’originale. In entrambi i casi il titolare dei diritti di proprietà dell’originale risulta danneggiato e può ottenere tutela legale contro questa forma di concorrenza sleale.

Dal 2004, lo studio legale IP Law Galli presta servizi di consulenza legale in ambito giudiziale e stragiudiziale in materia di concorrenza sleale per imitazione servile ai sensi dell’art. 2598 n. 1 CC. Con le 4 sedi di Milano, Brescia, Parma e Verona, lo studio opera su tutto il territorio italiano e a livello internazionale, offrendo un valido servizio di redazione accordi transattivi riguardanti casi ascrivibili a tale fattispecie. Offriamo inoltre consulenza in ordine a questioni di concorrenza sleale legata a divulgazione di segreto industriale e/o sfruttamento di informazioni riservate da parte di ex dipendenti o collaboratori sleali.